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Associazione Giovanile
ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA E DI PROMOZIONE DELLA LEGALITÀ


Antonino Polifroni, la memoria come presidio di legalità
Antonino Polifroni, titolare della PoliEdil, un'impresa edile artigiana nata nel 1972 a Varapodio, nella Piana di Gioia Tauro, non paga la mazzetta, si rifiuta di acquistare i materiali dai soliti noti, sceglie le persone da assumere in autonomia senza ascoltare i consigli dei capiclan della zona. E per questo lo intimidiscono.

Francesco Garofalo
2 giorni faTempo di lettura: 2 min


Mario Dodaro, un ''no'' pagato con la vita
È la sera del 18 dicembre 1982. Sono le otto. Mario Dodaro, 43 anni, imprenditore, ha appena chiuso il suo salumificio a Castrolibero, in provincia di Cosenza. Fa pochi metri a piedi, la strada di casa. È una strada che conosce a memoria. Arriva davanti al portone, infila la mano in tasca per le chiavi. Il figlio Francesco, che ha 17 anni, sente i passi e gli apre. È in quel momento che Mario si accorge che qualcosa non va. Si gira.

Francesco Garofalo
4 giorni faTempo di lettura: 2 min


Rosario Livatino, martire della mafia.
Il 29 ottobre memoria liturgica del beato Rosario Livatino, martire. E' stato scelto questo giorno perché è quello della sua cresima che volle ricevere nel 1988 a 36 anni come momento di "confermazione" e sostegno della sua fede. Proprio quella fede che lo rese odioso ai mafiosi che lo uccisero nel 1990. Assassinato dalla Stidda il 21 settembre 1990 sulla strada

Francesco Garofalo
29 ottTempo di lettura: 2 min


Nella Sibaritide si spara senza esclusioni di colpi
Nella Sibaritide si spara senza esclusioni di colpi. La città di Cassano non ci sta. "Convertitevi e deponete le armi". È il duro monito di Mons. Francesco Savino, Vescovo della città delle terme e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nel corso del suo articolato intervento, all'assemblea pubblica di concerto con la locale amministrazione comunale, a seguito del grave fatto di sangue.

Francesco Garofalo
27 ottTempo di lettura: 1 min


Il Bunkerino di Falcone e Borsellino
Ci si entra con un’autorizzazione. Si apre una porta blindata, si chiude e il rumore del corridoio si attenua. È il Bunkerino. Un luogo riservato del Palazzo di Giustizia di Palermo, negli ambienti in cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino lavorarono negli anni più difficili della lotta alla mafia.

Francesco Garofalo
20 ottTempo di lettura: 2 min


Don Cesare Boschin. Il parroco di Borgo Montello ucciso per aver guardato la discarica
Cesare Boschin nasce l’8 ottobre 1914 a Silvelle, frazione di Trebaseleghe, in provincia di Padova. È il terzo di otto figli di Giuseppe, muratore, e Clementina Cazzaro. Cresce in una famiglia umile e numerosa. È un ragazzo studioso, legato alla Chiesa e animato dal desiderio di diventare sacerdote.
Entra nel seminario di Treviso, ma le difficoltà economiche della famiglia gli impediscono di proseguire quel percorso. Viene accolto nella Piccola Casa della Divina Provvidenza

Francesco Garofalo
17 ottTempo di lettura: 3 min


Emanuele Basile, il capitano che non arretrò davanti a Cosa Nostra
Sono le 22.30 di domenica 4 maggio 1980 a Monreale, provincia di Palermo, è la festa del Santissimo Crocifisso. Le strade sono piene, ci sono i fuochi d'artificio, la banda, la processione è appena passata. In mezzo alla folla c'è un uomo giovane, alto, in borghese, con in braccio una bambina di 4 anni addormentata, si chiama Emanuele Basile. Ha 30 anni, è Capitano dei Carabinieri, comanda la Compagnia di Monreale. Accanto a lui sua moglie Silvana e l'altra figlia di pochi me

Francesco Garofalo
12 ottTempo di lettura: 3 min


PIALE, LA BREZZA DI NINO SCOPELLITI
Piale di Campo Calabro è un posto suggestivo con una posizione panoramica sullo Stretto e si allunga verso sud su due costoni del torrente Campanella, sulle colline che sovrastano Cannitello. Da lassù si ammira la bellezza della Costa Viola. Quella costa che Omero chiamava delle Sirene e che oggi guarda la Sicilia, a un tiro di sasso. Ma a Piale, il 9 agosto del 1991, è successo qualcosa che ha cambiato il corso della storia d'Italia.

Francesco Garofalo
7 ottTempo di lettura: 2 min


SALVATORE AVERSA E LUCIA PRECENZANO: IL SANGUE INNOCENTE DI LAMEZIA
C'è una data che Lamezia Terme non dimentica: il 4 gennaio 1992.
Sono le 18:55 di una sera d'inverno e Via dei Campioni, una strada centralissima, è ancora addobbata per le feste. Una Peugeot 205 blu è ferma con lo sportello aperto e il quadro acceso; a terra, riversa sull'asfalto, c'è una donna, mentre al posto di guida, riverso, c'è un uomo in divisa.

Francesco Garofalo
4 ottTempo di lettura: 3 min


ANTONINO CAPONNETTO, Il PADRE LAICO DELLA LEGALITÀ
Il giudice che insegnò a Firenze e a Palermo che la giustizia è un lavoro di squadra. Caltanissetta, 5 settembre 1920 - Firenze, 6 dicembre 2002. In queste due date c'è tutta l'Italia di Antonino Caponnetto. Siciliano di nascita, fiorentino d'adozione. A 10 anni si trasferisce a Pistoia, poi a Firenze. Si laurea in Giurisprudenza all'Università di Firenze, entra in Magistratura nel 1954.

Francesco Garofalo
1 ottTempo di lettura: 3 min


PIERSANTI MATTARELLA, IL PRESIDENTE UCCISO PERCHÉ VOLEVA UNA SICILIA CON LE CARTE IN REGOLA
È l'Epifania. Una domenica mattina fredda e luminosa in via Libertà. Piersanti Mattarella, 44 anni, Presidente della Regione Siciliana, è in auto con la moglie Irma, il figlio Bernardo di 12 anni e la figlia Maria. Ha appena salutato la madre. Sta andando a Messa, come ogni domenica. È un cattolico che non fa finta. Un giovane si avvicina al finestrino della Fiat 132.

Francesco Garofalo
29 setTempo di lettura: 2 min


L'IMPORTANZA DELLA SENTENZA DEL MAXIPROCESSO
L'Italia arriva agli anni Ottanta dopo decenni in cui Cosa Nostra aveva spesso dimostrato di riuscire a sfuggire alla repressione giudiziaria. Tra il 1981 e il 1983 Palermo viene travolta dalla seconda guerra di mafia: i Corleonesi di Totò Riina attaccano e progressivamente eliminano i principali clan palermitani, tra cui quelli di Stefano Bontate e Salvatore Inzerillo.

Francesco Garofalo
26 setTempo di lettura: 4 min


CESARE TERRANOVA - L'ANELLO MANCANTE
C'è un giudice che rappresenta un ponte fondamentale tra i primi grandi processi alla mafia e il maxiprocesso di Falcone e Borsellino. Si chiama Cesare Terranova.
Nato a Petralia Soprana, sulle Madonie, il 15 agosto 1921. Prigioniero in Africa durante la guerra, dal 1943 al 1945. Croce al Merito di Guerra. Si laurea in Giurisprudenza a Messina il 12 marzo 1946 ed entra in magistratura a 25 anni, nello stesso anno.

Francesco Garofalo
25 setTempo di lettura: 3 min


Il Giudice Antonino Saetta: l'uomo che Cosa Nostra non poteva comprare
Antonino Saetta nasce a Canicattì (AG) il 25 ottobre 1922, terzo di cinque figli. Liceo classico a Caltanissetta, laurea in Giurisprudenza a Palermo nel 1944 con 110 e lode, entra in Magistratura nel 1948. La sua carriera è tutta nel segno del rigore

Francesco Garofalo
24 setTempo di lettura: 2 min


In Protomoteca a Roma, I Ragazzi di Via D'Amelio incontrano gli studenti
Intervista a Giuseppe Lumia, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Francesco Garofalo
23 setTempo di lettura: 3 min


Don Sergio Ciresi nuovo parroco di Brancaccio. L'eredità di Don Pino Puglisi
Don Sergio Ciresi ha 55 anni ed è sacerdote dal 25 giugno 2016. Una vocazione arrivata tardi, dopo una vita già piena. È cresciuto in una famiglia cattolica, ha amato il mare, la moda e le feste e, prima di entrare in seminario, ha lavorato nell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni del Tribunale per i Minorenni di Palermo. «Da ragazzo sentivo di essere chiamato, ma era un segnale confuso. Dopo circa vent’anni è arrivato il mio eccomi», racconta.

Francesco Garofalo
19 setTempo di lettura: 4 min


Tre uomini, tre storie per l'oggi
Rosario Livatino, giudice, sulla strada per Canicattì. Pino Puglisi, prete, nel cuore di Brancaccio. Peppino Diana, prete, nella sacrestia di Casal di Principe.

Francesco Garofalo
18 setTempo di lettura: 2 min


Alberto Giacomelli, il giudice in pensione che Cosa Nostra non aveva dimenticato.
Il 14 settembre 1988, alle otto del mattino, in contrada Locogrande, alle porte di Trapani, veniva ucciso Alberto Giacomelli.
Non era un magistrato famoso. Non faceva interviste, non andava in televisione. Era un uomo di 69 anni ed era in pensione da quindici mesi. Aveva scelto di dedicarsi alla campagna, nel suo rifugio nelle campagne trapanesi.
Eppure Cosa Nostra non lo aveva dimenticato.

Francesco Garofalo
16 setTempo di lettura: 2 min


15 SETTEMBRE 1993 - 15 SETTEMBRE 2026 DON PINO PUGLISI, 33 ANNI DOPO L'OMICIDIO: IL PRETE CHE SORRISE ALLA MAFIA
Il 15 settembre di 33 anni fa veniva ucciso a Brancaccio don Giuseppe Puglisi. Aveva 56 anni, compiuti proprio quel giorno. La sua colpa: aver tolto i ragazzi alla strada.

Francesco Garofalo
15 setTempo di lettura: 3 min


Carlo Alberto dalla Chiesa: un uomo dello Stato che scelse di non voltarsi dall’altra parte
Ci sono uomini che, con il loro esempio, riescono a diventare più grandi del tempo in cui hanno vissuto. Carlo Alberto dalla Chiesa è stato uno di questi uomini: un servitore dello Stato, un Carabiniere, un padre e un simbolo della lotta contro il terrorismo e la mafia.
La sua vita racconta una storia fatta di coraggio, disciplina e senso del dovere. Ma racconta anche qualcosa di profondamente attuale: la scelta di non rimanere indifferenti davanti all’illegalità.
Elisabetta De Sanso
3 setTempo di lettura: 3 min
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