Peppe Montana: il coraggio dell'antimafia del giorno prima
- Francesco Garofalo
- 28 lug
- Tempo di lettura: 1 min
Ci sono date che non si possono dimenticare.
Il 28 luglio 1985, Beppe Montana, dirigente della Squadra Mobile di Palermo, fu assassinato da Cosa nostra. Aveva 33 anni ed era tra i protagonisti della caccia ai grandi latitanti. Entrò giovanissimo in polizia e divenne responsabile della sezione Catturandi della Squadra Mobile del capoluogo siciliano.
In quegli anni lavorò al fianco di Ninni Cassarà e del magistrato Rocco Chinnici. Grazie alla sua attività investigativa furono inflitti durissimi colpi all'organizzazione mafiosa. Il 25 luglio 1985, la squadra guidata da Montana aveva arrestato otto uomini vicini al boss Michele Greco. Tre giorni dopo, Montana venne assassinato da un commando mafioso.
Per quell'omicidio, la Corte d'Assise di Palermo condannò come mandanti diversi vertici di Cosa nostra, tra cui Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.
Nel 1996, a Beppe Montana è stata conferita la Medaglia d'oro al valor civile. Il suo nome è ricordato in numerose città italiane attraverso strade, piazze e luoghi pubblici a lui dedicati.

