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La Fiat Croma

  • Immagine del redattore: Francesco Garofalo
    Francesco Garofalo
  • 17 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

Questa Fiat Croma non è un'auto qualsiasi.

Questa macchina, il 23 maggio 1992, percorreva l'autostrada A29, di ritorno dall'aeroporto di Punta Raisi. A bordo viaggiavano Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza. Pochi istanti dopo, circa 500 chilogrammi di tritolo fecero esplodere un tratto dell'autostrada a Capaci, spezzando la vita del giudice Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.


Perché soffermarsi sulla Croma? Non certo per relegarla a un semplice reperto museale o a un ricordo del passato. Al contrario, questa automobile deve rappresentare il simbolo di una lotta alla mafia che ha segnato la storia del nostro Paese e che continua a parlare alle nuove generazioni. Quella che per Falcone era diventata una seconda casa oggi deve essere un monito per ciascuno di noi: la memoria ha valore solo se si trasforma in responsabilità, impegno e coraggio.


Mi auguro che tutte le scuole italiane possano recarsi a Palermo, affinché quei luoghi diventino occasione di riflessione e di crescita civile, capaci di trasformare il ricordo in coscienza e la coscienza in impegno concreto.



 
 
 

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