Giuseppe Russo, il colonnello che sapeva troppo

Il Tenente Colonnello Giuseppe Russo non è un nome da archivio. Uomo di fiducia del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa quando Dalla Chiesa era a Corleone negli anni '50. Comandante del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo, operava in un ambiente ad altissimo rischio e di omertà tradizionale. La sua ''colpa''? Fare il suo dovere con coraggio e capacità professionale fuori dal comune. Guidò le indagini iniziali sulla strage di Alcamo Marina (1976), indagò sulla morte di Enrico Mattei, e soprattutto aveva capito prima di tutti cosa stavano diventando i Corleonesi. Per questo fu condannato a morte da Cosa Nostra.
Era in vacanza a Ficuzza, frazione di Corleone, davanti alla Real Casina di Caccia borbonica. Passeggiava con un amico, il prof. Filippo Costa, insegnante. Un commando li ha falciati. Costa fu ucciso solo per non lasciare testimoni. All'inizio le indagini furono depistate.
Condannarono un mandante inventato, Rosario Cascio, e tre pastori come esecutori. Tutti assolti nel 1997 dopo le rivelazioni dei pentiti.
La verità è emersa dopo: i mandanti erano Totò Riina e Bernardo Provenzano, preoccupati delle indagini di Russo sui loro affari. Il commando era composto da Leoluca Bagarella, Pino Greco detto "Scarpuzzedda", Giovanni Brusca e Vincenzo Puccio. Il suo fu uno dei primi omicidi eccellenti di mafia: un segnale plateale per colpire lo Stato. Fu barbaramente assassinato in piazza a Ficuzza. Alla memoria gli è stata concessa la Medaglia d'Oro al Valor Civile con questa motivazione: "Comandante di Nucleo Investigativo operante in ambienti ad alto rischio e caratterizzato da tradizionale omertà, si impegnava con coraggio ed elevata capacità professionale in prolungate e difficili indagini relative ai più eclatanti episodi di criminalità mafiosa verificatisi fra gli anni '60 e '70 nella Sicilia Occidentale. Proditoriamente fatto segno a colpi d'arma da fuoco in un vile agguato, immolava la sua esistenza ai nobili ideali di giustizia e di difesa delle istituzioni democratiche".
Un esempio da indicare alle nuove generazioni, non solo da ricordare.





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